Investire nei Giovani: La Visione di Alessandro Benetton per un Futuro Sostenibile
Alessandro Benetton, presidente di Edizione e Mundys, ha recentemente condiviso la sua visione sul futuro dei giovani in Italia durante il Festival dell’Economia di Trento. In un’intervista con Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, Benetton ha evidenziato l’importanza di considerare i giovani non come un costo, ma come un investimento strategico per le aziende e per il Paese.
Un dato significativo emerso dall’incontro è che il 30% dei dipendenti di Mundys ha meno di 30 anni, mentre il 50% è composto da donne. Questi numeri non sono solo statistiche, ma rappresentano una scelta consapevole di creare un ambiente di lavoro inclusivo e innovativo. Benetton ha affermato che uno stagista guadagna 1.200 euro al mese, sottolineando che il valore dei giovani va oltre il semplice costo del lavoro.
Il tema centrale dell’incontro era se l’Italia possa realmente essere un Paese per giovani. Benetton ha espresso un messaggio di speranza, affermando che l’Italia ha il potenziale per diventare un luogo favorevole ai giovani, ma è necessario un cambio di mentalità. Ha messo in evidenza una frattura tra il potenziale dei giovani e la fiducia che il Paese ripone in loro, citando uno studio della fondazione UNHATE che rivela come solo il 17% dei giovani guardi con entusiasmo al futuro.
Secondo Benetton, il problema principale è la capacità di trattenere i talenti formati. L’Italia è conosciuta per la sua eccellenza accademica, ma spesso non riesce a fornire il contesto adeguato per applicare queste competenze. Questo porta a un fenomeno preoccupante: ogni anno, tra 40.000 e 50.000 giovani lasciano l’Italia in cerca di opportunità migliori all’estero.
Per affrontare questa sfida, Benetton ha sottolineato l’importanza di costruire organizzazioni che siano in grado di sperimentare e innovare. Ha richiamato figure storiche come Michelangelo e Bill Gates, sottolineando che molte delle più grandi innovazioni sono nate prima dei 30 anni. La sua esperienza personale, che lo ha visto fondare 21 Invest a soli 26 anni, è un esempio tangibile di come la gioventù possa portare cambiamenti significativi nel mondo degli affari.
In un momento più personale dell’intervista, Benetton si è definito un «traghettatore», sottolineando la responsabilità delle imprese di migliorare il futuro per le generazioni successive. Ha esortato a vedere l’impegno verso i giovani non come un peso, ma come un’opportunità per costruire un futuro migliore.
Infine, ha ribadito l’importanza di rompere gli schemi e di non confondere le abitudini con le tradizioni. Il vero nemico del successo, ha concluso, è l’«autoreferenzialità», che può ostacolare l’innovazione e la crescita.
In un contesto economico in continua evoluzione, le parole di Benetton rappresentano un invito a riflettere su come le aziende e le istituzioni possano collaborare per creare un ambiente più favorevole ai giovani talenti, garantendo così un futuro prospero per l’Italia.
Fonte: Il Sole 24 Ore