Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha recentemente riacceso il dibattito sulla sicurezza energetica italiana, proponendo di rinviare il divieto alle importazioni di gas russo, previsto per gennaio 2027. Durante un intervento alla Scuola di formazione politica della Lega a Roma, Descalzi ha affermato che questa misura sarebbe necessaria per garantire la sicurezza energetica del Paese, soprattutto in un contesto di incertezze geopolitiche come la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Tuttavia, le affermazioni di Descalzi sono state messe in discussione da esperti del settore. Michele Governatori, responsabile del programma energia di ECCO, ha sottolineato che, sebbene diversificare i fornitori di gas possa sembrare vantaggioso, ci sono motivi validi per cui l’Europa ha deciso di ridurre la dipendenza dal gas russo. I dati del Ministero dell’Ambiente mostrano che l’Italia ha aumentato le esportazioni di gas nel 2025, contraddicendo la narrativa emergenziale proposta da Descalzi.
Nel 2025, le esportazioni di gas fossile dall’Italia hanno superato i due miliardi di metri cubi standard (Smc), con un incremento del 245% rispetto all’anno precedente. Questo aumento, sebbene inferiore ai livelli record del 2022, mette in discussione l’urgenza di mantenere aperte le importazioni di gas russo. La retorica di Eni sull’Italia come hub del gas sembra quindi più una strategia per ritardare la transizione verso energie rinnovabili piuttosto che una risposta reale a una crisi energetica.
Inoltre, i dati rivelano che i consumi di gas in Italia sono in calo, passando da 83 miliardi di Smc nel 2010 a 63 miliardi nel 2025. Le politiche di riduzione dei consumi e l’aumento della competitività delle energie rinnovabili porteranno a una diminuzione della domanda di gas tra il 7% e il 25% entro il 2030. Questo contesto rende ancora più difficile giustificare la necessità di continuare a importare gas russo.
Le importazioni di gas in Italia nel 2025 hanno raggiunto 61,2 miliardi di Smc, con un incremento del 3,6% rispetto all’anno precedente, mentre la produzione interna rimane marginale. Questo scenario evidenzia la dipendenza dell’Italia dalle importazioni estere, in particolare dal gas liquefatto naturale (GNL) e dai rigassificatori, che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel mix energetico italiano.
In conclusione, le affermazioni di Claudio Descalzi sulla necessità di rinviare il divieto alle importazioni di gas russo sembrano non tener conto della realtà dei dati attuali e delle tendenze nel settore energetico. Con un aumento delle esportazioni e un calo dei consumi, l’argomento della sicurezza energetica deve essere riconsiderato alla luce delle nuove evidenze. La transizione verso fonti energetiche più sostenibili è non solo auspicabile, ma necessaria per garantire un futuro energetico sicuro e sostenibile per l’Italia.
Fonte: Altreconomia